La mitologia ed il formaggio

Secondo la mitologia, pare che il primo pastore della Sicilia sia stato un certo Dafni, un giovane che viveva sui monti lblei in una località ricca d’acqua “con una grossa quantità di querce dotate di fusti due volte più larghi di quelli delle altre regioni del mondo” Dafni, figlio del dio Ermes e di una ninfa, venne allevato dalle divinità dei boschi che gli insegnarono anche a suonare lo zufolo. Dotato di grande capacità musicale, inventò il canto bucolico.

Il giovane era solito accompagnare a caccia Artemide, figlia del re. Tra i due nacque ben presto un amore struggente.
Ma una ninfa, Naide. Innamorata a sua volta del pastorello, gli predisse che qualora avesse posseduto un’altra donna sarebbe diventato cieco. Infatti, dopo averlo fatto ubriacare, Artemide giacque felice con lui; ma inesorabile arrivò la cecità. Sembra che, per la disperazione, il giovane, dopo avere errato per tutta la Sicilia, si sia gettato da una rupe e che il dio Ermes, impietosito per la mala sorte del figlio, lo avesse salvato in volo e portato all’Olimpo.

Se Dafni è stalo il primo pastore, Aristeo (un altro mitico pastore, tiglio del dio Apollo e della ninfa Cirene) è stato il primo caseificatore: egli sperimentò che la caratteristica principale del nuovo alimento era una lunga conservazione, fatto di estrema importanza ai foni del suo utilizzo nel tempo (lo si poteva conservare per sopperire ai periodi di scarsità di cibo).

Nella realtà dell’epoca, il formaggio, oltre a essere consumato normalmente, veniva utilizzato anche per offrire sacrifici agli dei, per banchetti, per sposalizi, per feste popolari e veniva anche offerto agli ospiti di riguardo.

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