Maiorchino

Le tecniche tradizionali di produzione del Maiorchino sono illustrate in maniera esaustiva nel libro di Carmelo Campisi “Pecore e Pecorino di Sicilia” del 1933.

Da alcune testimonianze sulla cultura folkloristica siciliana si ritiene che esso abbia fatto la sua comparsa intorno al ‘600 in occasione della Sagra della Maiorchina.

Ancora oggi a Novara di Sicilia ogni anno, in occasione del Carnevale, si effettua una gara nel corso della quale si fanno rotolare per le ripide strade del paese le forme del Maiorchino (che vengono arrotolate con un laccio idoneo ad imprimere maggiore velocità alle stesse, come se fossero delle trottole); vince la squadra che fa arrivare per prima al tragua rdo la propria forma.

Lo stesso tipo di gara viene effettuata nella vicina Fondachelli Fantina nel periodo primaverile; i concorrenti, riuniti in squadre, comprano delle forme di Maiorchino che vengono utilizzate sia come strumento che come premio della gara: la squadra vincente, infatti, porta a casa tutto il formaggio.

Il Maiorchino (presidio Slow Food) è un formaggio a pasta dura, cotta, prodotto utilizzando latte di pecora intero e crudo a volte misto a latte di capra. Le caratteristiche del prodotto sono: forme dalla crosta di colore giallo ambrato tendente al marrone all’avanzare dell a stagionatura, pasta colore giallo paglierino caratteristico con consistenza compatta, sapore delicato, tendente al piccante qualora più stagionato, peso 10-12 Kg, scalzo 12 cm, diametro di 35 cm.

È un fonnaggio che viene ancora oggi prodotto con tecniche tradizionali molto antiche. Il periodo ottimale per la produzione è la primavera fino alla seconda decade di giugno.

Il territorio interessato alla produzione riguarda la provincia di Messina e segnatamente i Comuni di Santa Lucia del Mela, Novara di Sicilia, Basicò, Tripi, Mazzarrà Sant’Andrea, Fondachelli, Montalbano Elicona sul versante Nord dei Monti Peloritani.