Piacentino Ennese

L’origine del termine “Piacentinu” non è chiara. Alcuni sostengono che si chiami così perchè originario da Piacenza; altri sostengono che si chiami “Piangentinu”, ossia formaggio con la lacrima, che piange (per via delle gocce di grasso che trasudano dalle forme). Altri ancora ritengono che derivi dal termine siciliano “Piacentinu”, ossia piacente, che piace.

La tradizione vuole che l’aggiunta di zafferano risalga all’epoca di Ruggero il Normanno il quale, credendo nelle proprietà antidepressive della spezia, ordinò ai suoi casari di metterlo nel formaggio che doveva essere consumato dalla moglie.
Le tecniche di produzione tradizionali del Piacentino vengono illust rate in mani era esaustiva nel libro di Carmelo Campisi “Pecore e Pecorino di Sicilia”.

Anche lo storico Gallo nel ‘500 in “Le venti giornate dell’agricoltura e dei piaceri della villa” fa un accenno all’aggiunta di zafferano per dare più sapore e colore al formaggio.

Il Piacentino viene ancora oggi prodotto con tecniche tradizionali utilizzando antichi utensili. Il Piacentino è un formaggio pregiato a pasta dura che viene prodotto in modeste quantità con latte intero e crudo.

Le sue caratteristiche si possono così compendiare: forma cilindrica, crosta di colore giallo bruno, con la superficie rugosa per via della modellatura lasciata dal canestro, pasta di colore giallo dovuto all’aggiunta di zafferano, compatta e pastosa, sapore aromatico e gradevole, peso variabile da 4 a 9 Kg, scalzo da 12 a 14 cm, diametro di 18-28 cm. Il territorio interessato alla produ zione riguarda i seguenti comuni: Enna, Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera e Villarosa.