Ricotta Infornata

La storia della Ricotta Siciliana è ampiamente illustrata sia dallo storico Antonio Uccello che ne descrive minuziosamente la lavorazione e gli utensi li tradizionali utilizzati, sia da Carmelo Trasselli che nel “Calmiere dei viveri al minuto a Palermo” riporta la Ricotta come uno de i generi ali mentari di più largo consumo.

Alla fine del 1800 il sacerdote don Gaetano Salamone compilò un trattato destinato agli agricoltori e ai casari dove spiegò minuziosamente la tecnica di fabbricazione della ricotta di pecora.

Il Gallo, dal canto suo, ne “Le venti giornate dell’agricoltura e dei piaceri della villa” (IV sec. d.C.) afferma che la ricotta di capra è la migliore in assoluto, mentre la ricotta di pecora risulta più saporita rispetto a quella vaccina.

Il prodotto si presenta cremoso e morbido, di colore bianco o bianco avorio, a forma troncoconica dovuta alla conformazione della fiscella nella quale è contenuto. Il sapore è dolce. L’odore è quello tipico del siero.

La ricotta è reperibile in commercio fresca, salata o infornata. Quest’ultima si presenta come un prodotto cremoso, di colore avorio, a forma tronco conica; il sapore è aromatico.

Il territorio interessato alla produzione della Ricotta Siciliana riguarda tutta la Sicilia.